La principessa di Lamballe

Nata Savoia, sposata giovanissima ad un principe francese che la lasciò presto vedova, fu amica intima di Maria Antonietta, senz’altro innamorata di lei, forse sua amante, ma anche fondatrice di una loggia massonica femminile. Benefattrice, amante degli animali, fu letteralmente fatta a pezzi durante i massacri di Settembre, e la sua tragica morte fu cantata da Giosuè Carducci con questi versi:

Gemono i rivi e mormorano i venti

Freschi a la savoiarda alpe natia.

Qui suon di ferro, e di furore accenti:

Signora di Lamballe, a l’Abbadia.

E giacque, tra i capelli aurei fluenti,

Ignudo corpo in mezzo de la via;

E un parrucchier le membra anco tepenti

Con sanguinose mani allarga e spia.

– Come tenera e bianca, e come fina!

Un giglio il collo e tra mughetti pare

Garofano la bocca piccolina.

Su, co’ begli occhi del color del mare,

Su ricciutella, al Tempio! A la regina

Il buon dí de la morte andiamo a dare.

1 commento
  1. Rosetta Bertini ha detto:

    Carissime, michiamo Rosetta Bertini, sono naturopata, autrice e regista teatrale. vi segnalo il mio romanzo “Il dio delle donne-l’eresia di Don Geloso” edizioni Impressioni Grafiche uscito a maggio, che racconta un fatto storico avvenuto in provincia di Alessandria dal 1878. Di prossima uscita un saggio semiserio su un’Italia rurale ormai scomparsa, su antiche ricette e rimedi naturali. un caro saluto rosetta bertini cell.3463109704

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