Donne sul grande schermo

A volte si sente dire che le donne, al cinema, sono discriminate, anche e soprattutto come ruoli, troppo stereotipati. Non sempre è vero, soprattutto nel cinema internazionale, dove, se si resta nel cinema d’autore, ci sono molte ma molte sorprese.
Il mondo delle donne musulmane di oggi, in un luogo non luogo che può essere dal Maghreb alla penisola araba, è al centro del bel La sorgente dell’amore di Radu Mihaileanu, ispirato ad un fatto realmente accaduto, dove donne senza diritti ma con grande dignità hanno messo in scena uno sciopero dell’amore per poter avere l’acqua nel loro villaggio.
La cantante Madonna è rimasta affascinata dalla storia d’amore per eccellenza della prima metà del Novecento, quella di Wallis Simpson e Edoardo VIII, e l’ha raccontata in WE, mettendola in parallelo con la vita di una giovane donna di oggi: bella la parte d’epoca, poco efficace quella contemporanea, ma il film ha un suo interesse.
Una storia che parla di integrazione e emancipazione è quella raccontata da The Help, dove una giovane aspirante giornalista che sogna qualcosa di più che la vita da casalinga di lusso del profondo Sud inizia ad indagare sulle testimonianze delle cameriere di coloro, donne essenziali ma senza diritti. Un film che fa pensare, con due grandi come Viola Davis e la giovane e grintosa Emma Stone.
Meryl Streep interpreta uno dei personaggi femminili più controversi del Novento in The iron lady, dove è Margareth Thatcher, odiata ed amata, oggi anziana e malata. Un film non agiografico, che rilegge una pagina di Storia e che ha fruttato alla Streep un terzo, meritato Oscar.
Una giovanissima d’acciaio e poi zitella matura è la protagonista invece del western crepuscolare Il Grinta dei fratelli Coen, incentrato su Mattie, ragazzina in cerca di vendetta per la morte del padre, poi donna adulta e libera che non dimentica il passato. Brava l’esordiente Hailee Steinfeld.
Sempre il West, ma oggi, sempre una ragazzina d’acciaio per il crudo Un gelido inverno, premiato al Torino film festival, con un’altra esordiente che promette bene, Jennifer Lawrence.
I drammi del Medio Oriente oggi visti dagli occhi di una donna, resistente e distrutta nell’animo, sono al centro invece de La donna che canta, dramma che riecheggia la tragedia classica con solo una forzatura di anni poco credibile.
L’arte per l’arte che diventa tragedia sono l’argomento de Il cigno nero, con Natalie Portman che dimostra di essere una bravissima ballerina, un inno all’assoluto della danza, tra suggestioni gotiche e drammi, per un film che a tanti non è piaciuto ma che a me è sembrato molto affascinante.
Charlize Theron interpreta invece un personaggio femminile sgradevole, quello di una scrittrice di romanzi per adolescenti rimasta lei eterna adolescente, in Young adult, ritratto di donna non politically correct ma interessante.
Non male l’italiano Due partite, di Cristina Comencini, che mette vicina la generazione delle donne degli anni Sessanta, infelici ma perfette all’apparenza, con quella delle figlie dell’inizio del Duemila, raccontando due gruppi di amiche, madri e figlie, con attrici del calibro di Isabella Ferrari, Margherita Buy, Alba Rohrwacher, Claudia Pandolfi.
Carino il francese Carissima me, con Sophie Marceau donna in carriera che riceve le lettere scritte da lei stessa da ragazzina, quando era povera ma forse più felice, e decide di cambiare vita.
Amaro ma simpatico Le nozze di Muriel, film australiano che ha lanciato a metà degli anni Novanta la brava Toni Collette, nella parte di una trentenne nulla facente che decide di crearsi una nuova identità per trovare l’amore, capendo poi che le cose vere sono vicine a lei.
Strugggenti i due ritratti di donna, ieri e oggi, de La chiave di Sarah, dal romanzo di Tatiana de Rosnay, la giovane Sarah, scampata alla Shoah con una pena dentro che distruggerà la sua vita, e Julia, giornalista di oggi che andrà a scoprire la verità su questa storia così lontana e vicina, magistralmente interpretata da Kristin Scott Thomas.
Bello e un inno alla speranza, a qualsiasi età, Marigold Hotel, film non solo al femminile ma dove le donne sono importantissime, come le due anziane Judi Dench e Maggie Smith, in cerca di una nuova strada in India.

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